Testimonianze
Leggi le esperienze dei genitori che hanno trasformato le loro famiglie grazie all’approccio Montessoriano

Tutto è cambiato quando abbiamo iniziato a leggere i suoi comportamenti in modo completamente diverso
Il percorso ci ha permesso di acquisire nuove “lenti” attraverso cui osservare i comportamenti della nostra bambina, aiutandoci a comprenderla più a fondo e a modificare di conseguenza il nostro modo di relazionarci con lei.
Non è stato semplice, e non lo è tutt’ora.
Cambiare modalità ormai automatiche richiede tempo e impegno.
Tuttavia, incontro dopo incontro, abbiamo iniziato a lavorare su noi stessi, imparando a gestire meglio le nostre emozioni e ad anticipare le sue possibili reazioni.
Siamo Alessandro e Monica, genitori di una bambina di 7 anni.
Abbiamo deciso di intraprendere un percorso con Daniela dopo più di un anno in cui, ciclicamente, ci trovavamo senza energie e soprattutto in difficoltà nel gestire le sue reazioni emotive.
Lei è una bambina attenta, gioiosa, curiosa e che ama le storie e i racconti, ma allo stesso tempo ha un forte bisogno di controllo e vive escalation emotive importanti, faticando a gestire i limiti.
Nonostante i diversi approcci provati, non riuscivamo a trovare la chiave giusta per accompagnarla e sostenerla nella gestione delle emozioni.
Queste difficoltà emergevano soprattutto a casa. A scuola e con altri adulti, invece, si mostrava competente e adeguata nelle relazioni, mentre una volta rientrata a casa bastava un nonnulla per scatenare crisi di rabbia e frustrazione.
Informandoci, siamo venuti a conoscenza del tema dei bambini altamente sensibili. Leggendo articoli e partecipando a un convegno organizzato da Daniela, abbiamo riconosciuto molti atteggiamenti e comportamenti di nostra figlia.
Questo ci ha rassicurato, ma non è stato sufficiente: dopo l’ennesima serata difficile, tra pianti e urla, abbiamo deciso di intraprendere la consulenza.
Fin da subito abbiamo capito quanto fosse importante ritagliarci uno spazio per noi come coppia genitoriale. Avere un momento dedicato al confronto con un’esperta ci ha permesso non solo di parlare di nostra figlia, ma anche di riflettere sulla nostra famiglia nel suo insieme.
È diventato un luogo sicuro, protetto, in cui poterci esprimere liberamente, rileggere gli episodi e comprendere meglio le dinamiche grazie allo sguardo esterno di una persona meno coinvolta emotivamente.
Il percorso ci ha permesso di acquisire nuove “lenti” attraverso cui osservare i comportamenti della nostra bambina, aiutandoci a comprenderla più a fondo e a modificare di conseguenza il nostro modo di relazionarci con lei.
Non è stato semplice, e non lo è tutt’ora. Cambiare modalità ormai automatiche richiede tempo e impegno. Tuttavia, incontro dopo incontro, abbiamo iniziato a lavorare su noi stessi, imparando a gestire meglio le nostre emozioni e ad anticipare le sue possibili reazioni.
Questo cambiamento ha avuto un impatto significativo sull’intero clima familiare, portando benefici non solo a nostra figlia, ma anche a suo fratello.
Il percorso è stato davvero prezioso. La strada è ancora lunga e i momenti difficili non mancano, ma adesso abbiamo maggiori strumenti, più rispettosi del suo temperamento naturale.
Lei oggi può essere se stessa e noi possiamo accompagnarla con più fiducia nella sua crescita, sapendo che la sua sensibilità non è qualcosa da correggere, ma da comprendere e sostenere.
Bambini altamente sensibili: il momento in cui capisci che non c’è nulla di “sbagliato” in tua figlia
Parlare di Anna con Daniela è stato liberatorio, perché finalmente abbiamo trovato una persona che capiva perfettamente ciò che stavamo vivendo: noi come genitori e Anna come bambina. Comprendere i meccanismi che stanno dietro all’alta sensibilità ci ha permesso, e ci sta permettendo, di trovare le strategie giuste non solo per conviverci, ma per viverla bene.
Siamo Giulia e Davide, genitori di Anna, una bambina di 9 anni che, sin da quando era piccola, avevamo percepito essere “speciale”. Molto prudente, sensibile a tutto ciò che la circonda, sia a livello fisico che emotivo. Molto portata per le arti, molto meno per gli ambienti rumorosi e affollati.
Il disagio che ha provato, soprattutto nello stare a scuola, ci ha portato a intraprendere diversi percorsi, fino ad arrivare, in ultimo, a quello con Daniela.
Parlare di Anna con lei è stato liberatorio, perché finalmente abbiamo trovato una persona che capiva perfettamente ciò che stavamo vivendo: noi come genitori e Anna come bambina. Comprendere i meccanismi che stanno dietro all’alta sensibilità ci ha permesso, e ci sta permettendo, di trovare le strategie giuste non solo per conviverci, ma per viverla bene.
È stato un percorso in cui noi, per primi, abbiamo dovuto guardarci dentro, affrontando anche le nostre fragilità, per sentirci genitori in grado di sostenere la sua crescita.
È un lavoro quotidiano, fatto di sfide, di cadute, ma anche di grandi gioie. E proprio davanti alle gioie, il fatto di ricordare che puoi tornare lì, aiuta tutti noi a svegliarci la mattina con il pensiero che possa succedere di nuovo.
Grazie immensamente, Daniela, per le tue competenze, per il tuo sentire, per il tuo sostegno.
Giulia e Davide
Ci sentivamo dei cattivi genitori. In realtà non avevamo mai capito davvero nostro figlio
Mettendo in pratica le strategie suggerite da Daniela, nostro figlio si è sentito finalmente riconosciuto e accettato. Piano piano ha smesso di irrigidirsi e di entrare continuamente in conflitto con noi.
Ho capito una cosa molto importante: il problema non era Tommaso.
Il problema era che non conoscevo l’alta sensibilità e spesso andavo in tilt nel gestire certe situazioni.
Siamo Claudia e Simone, genitori di Tommaso, un bambino di 8 anni altamente sensibile.
Abbiamo conosciuto Daniela dopo aver visto alcuni suoi video su Instagram e aver poi approfondito sul suo sito, davvero ricco di contenuti. Leggendo le informazioni che condivideva abbiamo iniziato a intuire che Tommaso potesse essere un bambino altamente sensibile.
Quando l’abbiamo contattata, però, eravamo davvero stanchi e demoralizzati.
Spesso ci sentivamo dei cattivi genitori, incapaci di gestire alcuni comportamenti di nostro figlio.
Già dal primo incontro abbiamo capito che Daniela avrebbe potuto aiutarci davvero, dandoci strumenti concreti per comprendere meglio Tommaso.
Dal secondo incontro, per me come mamma è stato come avere un’illuminazione. Ho iniziato a vedere con occhi diversi i suoi comportamenti e a capire davvero i tratti della sua alta sensibilità. E la cosa sorprendente è che i primi cambiamenti si sono visti subito anche in lui.
Mettendo in pratica le strategie suggerite da Daniela, nostro figlio si è sentito finalmente riconosciuto e accettato. Piano piano ha smesso di irrigidirsi e di entrare continuamente in conflitto con noi.
Io stessa ho capito una cosa molto importante: il problema non era Tommaso.
Il problema era che non conoscevo l’alta sensibilità e spesso andavo in tilt nel gestire certe situazioni.
Il percorso con Daniela ci ha accompagnato passo dopo passo: non solo con gli incontri online, ma anche con materiali utilissimi che ricevevamo dopo ogni sessione.
Inoltre è sempre stata disponibile anche tra un incontro e l’altro, sia telefonicamente che tramite messaggio.
Oggi possiamo dire di aver imparato strategie concrete per gestire i momenti critici. E la verità è che quei momenti sono quasi scomparsi, perché adesso sappiamo come comportarci quando si presentano.
In casa è cambiato completamente il clima: c’è molta più serenità.
Noi siamo più tranquilli come genitori e nostro figlio è diventato molto più collaborativo.
Per me, inoltre, scoprire di essere a mia volta un genitore altamente sensibile ha fatto luce su tante cose della mia storia personale. Questa consapevolezza oggi è diventata un punto di forza sia per me che per mio figlio.
Adesso non abbiamo più bisogno di entrare in conflitto: spesso ci capiamo con uno sguardo o con un semplice abbraccio.
Per questo consigliamo il percorso Orchidea a tutti i genitori che hanno un figlio o una figlia altamente sensibile.
Grazie Daniela
Non ce la facevamo più. Poi abbiamo trovato gli strumenti giusti
Avevamo bisogno di un “libretto delle istruzioni”, un manuale, qualunque cosa ci dicesse come uscire dalla tempesta; avevamo bisogno di un luogo dove sentirci visti, ascoltati… Non giudicati.
Nel percorso abbiamo trovato questo e molto altro. Presenza, ascolto, consigli, materiale informativo, mappe concettuali, strategie di relazione per ogni evenienza e altri strumenti pratici, che ci hanno guidato fino all’obiettivo più importante: sintonizzarci con i nostri figli di nuovo.
A noi la vita aveva fatto conoscere Daniela Scandurra nel 2019, diventati genitori da poco. L’abbiamo poi ritrovata a distanza di sei anni, imbattendoci per caso in un video di presentazione del Metodo Orchidea e del percorso “Crescere un figlio altamente sensibile”.
Abbiamo iniziato questo parent training stanchi, preoccupati e anche un po’ delusi rispetto al rapporto con i nostri figli. Non capivamo cosa stesse funzionando, ma le nostre giornate erano scandite da frequenti crisi di rabbia ed altre esplosioni emotive, a fronte delle quali rimanevamo impotenti.
Avevamo bisogno di un “libretto delle istruzioni”, un manuale, qualunque cosa ci dicesse come uscire dalla tempesta; avevamo bisogno di un luogo dove sentirci visti, ascoltati… Non giudicati.
Nel percorso abbiamo trovato questo e molto altro. Presenza, ascolto, consigli, materiale informativo, mappe concettuali, strategie di relazione per ogni evenienza e altri strumenti pratici, che ci hanno guidato fino all’obiettivo più importante: sintonizzarci con i nostri figli di nuovo.
Piano piano Riccardo e Arianna sono tornati ad essere bambini più sereni e rassicurati dal nostro fare competente e amorevole. Noi genitori abbiamo imparato ad accogliere le fragilità, ma valorizzare anche i punti di forza, cercando di leggere in modo lucido ogni situazione e celebrando anche i più piccoli progressi.
Aderire a questo percorso è stato un investimento ampiamente ripagato, che ci ha permesso di capire come aiutare i nostri bambini a divenire semplicemente loro stessi in un dispiegarsi di potenzialità, con una “cassetta degli attrezzi” piena di strumenti rinnovati e su misura per loro .
Un’ancora nel mare della genitorialità
Quando ho fatto la prima chiacchierata con Daniela mi sono subito sentita sollevata: ero certa di aver trovato un supporto prezioso nel mio mare di dubbi e perplessità.
Ho intrapreso con lei un percorso di incontri in cui, volta per volta, abbiamo costruito insieme soluzioni pratiche per la vita quotidiana, partendo da quelli che per me erano momenti di difficoltà, di disagio, situazioni in cui non sapevo come comportarmi e come rispondere alle esigenze di Martina.
Credo di aver fatto un lavoro importante prima di tutto su me stessa.
Mi chiamo Francesca, ho 45 anni e ho ricevuto il regalo della vita: diventare mamma di 2 splendide bambine (Martina 4 anni e Chiara 2) quando ormai non ci speravo più.
Nonostante l’immensa fortuna e la possibilità di potermi occupare della loro crescita in prima persona per il primo periodo, grazie ai congedi e alle agevolazioni dell’azienda per cui lavoro, il mio compagno ed io non abbiamo una rete familiare a supporto.
Quindi no…non è sempre e solo tutto meraviglioso; inutile negarlo! Le bimbe crescono, affrontano cambiamenti, tirano fuori il proprio carattere…e in un momento per me particolarmente carico (ritorno al lavoro, stanchezza, mancanza di spazi mentali e fisici, stravolgimento delle abitudini) avvertivo difficoltà nel supportare Martina nei suoi comportamenti. Avevo paura di non riuscire ad aiutarla come lei si aspettava, non trovavo la chiave giusta per starle vicino. La goccia che fatto traboccare il vaso, per me, sono state le difficoltà inaspettate dopo i primi mesi di spannolinamento.
Mi sono fermata e ho cercato l’aiuto di un professionista che mi potesse dire se e cosa stavo sbagliando e, soprattutto, cosa potevo fare per avvicinarmi a Martina e rispondere davvero a quelle richieste di aiuto che non riusciva a esprimere.”
Quando ho fatto la prima chiacchierata con Daniela mi sono subito sentita sollevata: ero certa di aver trovato un supporto prezioso nel mio mare di dubbi e perplessità.
Ho intrapreso con lei un percorso di incontri in cui, volta per volta, abbiamo costruito insieme soluzioni pratiche per la vita quotidiana, partendo da quelli che per me erano momenti di difficoltà, di disagio, situazioni in cui non sapevo come comportarmi e come rispondere alle esigenze di Martina.
Credo di aver fatto un lavoro importante prima di tutto su me stessa.
Ho imparato a dare priorità alle richieste di Martina e a rispondere di conseguenza, con parole e azioni guidate da una nuova prospettiva che non avrei mai scoperto da sola. Mi sono fermata di più a pensare alla conseguenza delle mie azioni e ad accettare anche gli errori nel mio comportamento, colpevolizzandomi di meno e dando più spazio al dialogo di recupero con lei.
Il percorso di ascolto reciproco e di crescita genitori/ figli non finisce mai, ma al termine di questi incontri posso dire che il mio rapporto con Martina è cambiato, ora è un rapporto molto più consapevole; in lei noto una maggiore tranquillità e libertà di esternare le sue necessità e, probabilmente, una maggiore fiducia nelle sue capacità.
Consiglio vivamente questo percorso a tutti i genitori che incontrano difficoltà nella crescita dei figli o che abbiano semplicemente bisogno di confronto e supporto. Per l’esperienza che ho vissuto io, ne vale sicuramente la pena!
Un grazie sincero a Daniela e i miei più sinceri complimenti.
Quando ho capito mio figlio, è cambiato tutto
Ho imparato a gestire meglio le sue reazioni, a comprendere cosa mi volesse comunicare anche senza parole e a trovare un modo più corretto e rispettoso per avvicinarmi a lui.
Prima di intraprendere il percorso di consulenza con Daniela sentivo il bisogno di capire meglio mio figlio: è sempre stato un bambino tranquillo, ma in alcune situazioni esplodeva e io non sapevo come gestirlo.
Grazie a lei ho scoperto che rientra nei bambini altamente sensibili e ho imparato a leggere i suoi comportamenti in modo diverso.
Questo percorso è stato molto utile perché mi ha aiutata a riconoscere i miei errori di approccio, a rendermi conto delle aspettative che inconsapevolmente avevo nei suoi confronti e a cercare di liberarmene, anche se su questo argomento e su altre sfaccettature ci sto ancora lavorando, ma Daniela mi ha dato gli strumenti per poterci riuscire.
Ho imparato a gestire meglio le sue reazioni, a comprendere cosa mi volesse comunicare anche senza parole e a trovare un modo più corretto e rispettoso per avvicinarmi a lui.
Oggi riesco a capire le sue esplosioni, le sue emozioni e anche le mie, e questo ha migliorato tantissimo il nostro rapporto. Sono davvero soddisfatta del cammino fatto insieme e lo consiglio di cuore ad altri genitori.
Quando manca il villaggio, serve una guida. E io l’ho trovata
Spesso, tra le sfide quotidiane di casa, lavoro e figli, mi torna in mente quel proverbio africano che dice: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. A noi quel villaggio è mancato. Ma nel percorso con Daniela ho trovato un sostegno autentico, competente, umano. E in lei, quel villaggio, un po’, l’ho ritrovato.
Ho imparato a osservare con più consapevolezza e a relazionarmi con una personalità altamente sensibile, accogliendo le sue emozioni senza giudicarle, ma imparando a contenerle con rispetto e presenza.
Mi chiamo Monica, svolgo un meraviglioso lavoro nell’ambito dei Beni Culturali e ho scelto, con amore e fatica, di dedicare metà della mia giornata ai miei due bambini: Samuele, 6 anni e mezzo, e Allegra, 3 e mezzo.
Io e mio marito viviamo a Roma da soli, senza il supporto dei parenti, e spesso, tra le sfide quotidiane di casa, lavoro e figli, mi torna in mente quel proverbio africano che dice: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”.
A noi quel villaggio è mancato. Ma nel percorso con Daniela ho trovato un sostegno autentico, competente, umano. E in lei, quel villaggio, un po’, l’ho ritrovato.
Ho sempre lavorato su me stessa e sul mio rapporto con i bambini, ma a volte avere accanto qualcuno che ti guida, che ti prende per mano e ti aiuta a dare il giusto peso alle cose è qualcosa che dà respiro, fiducia e nuova consapevolezza.
Quando ci siamo rivolti a Daniela, sentivo il bisogno di capire come accompagnare meglio i miei bambini e in particolare Samuele nella loro crescita, di fronte a emozioni forti, comportamenti a volte difficili da leggere, e anche alla mia fatica di mamma. Ho imparato a osservare con più consapevolezza e a relazionarmi con una personalità altamente sensibile, accogliendo le sue emozioni senza giudicarle, ma imparando a contenerle con rispetto e presenza.
Il lavoro fatto insieme, anche con mio marito, è stato profondo: ho imparato a fermarmi, a guardare, a comprendere prima di reagire. A stare nelle emozioni senza esserne travolta.
Il rapporto con i miei figli si è evoluto: più fiducia, più ascolto, più leggerezza in famiglia. Mi sento più centrata, più capace. Ovviamente non mi sento “arrivata” – la crescita è una sfida continua, i bambini cambiano ogni giorno, e la cosa più bella è proprio accompagnarli, affrontando con loro le nuove tappe che la vita propone.
Consiglierei questo percorso a qualsiasi genitore che senta il desiderio di fare un passo in più – per il bene dei propri figli, ma anche per sé stesso.
Il mio grazie speciale va a Daniela, che resterà sicuramente una guida nei prossimi anni verso la grande avventura della crescita dei nostri figli.
Con la Scuola Genitori ho trovato risposte, strumenti e direzione
Nessuna ricetta preconfezionata, standard da rispettare o bacchette magiche, si parte dalle basi ovvero come funziona la mente del bambino e come evolve, per poi scendere sempre più in profondità, arrivando a parlare di noi e del bambino che siamo stati.
Solo così si può iniziare ad affrontare ogni passaggio con uno sguardo più adulto e consapevole.
Mi chiamo Camilla ho 39 anni e penso di essermi sentita mamma da quando ho memoria.
Sono riuscita a realizzare il sogno di creare una famiglia e di dedicarmi alla crescita e alla cura dei miei figli e da sempre ho considerato questa un’attività estremamente importante, ma credevo anche che mettendoci l’amore e una buona dose di buon senso tutto sarebbe stato naturale e abbastanza lineare.
Dal momento stesso in cui sono rimasta incinta però ho iniziato a sentire che la situazione era più complessa, che le informazioni che avevo non erano sufficienti e quelle che mi arrivavano a volte erano troppe o in contraddizione e che oltre al nuovo bambino c’erano anche una nuova me e un nuovo essere coppia che si stavano manifestando e che non avevo calcolato.
Ringrazio con tutta me stessa di aver incontrato Daniela quando Pietro, il mio primo figlio, aveva poco più di sei mesi e ho partecipato ad una delle prime edizioni della sua Scuola Genitori.
Era il 2016 e da li non mi sono più fermata: la sua visione, le sue spiegazioni e il suo riportare le parole di Maria Montessori ad oggi, spesso avvallate dalle teorie delle neuroscienze, hanno da subito risuonato in me, come quando ascolti una canzone o una poesia che riesce perfettamente a rappresentare un tuo sentimento nascosto.
Nessuna ricetta preconfezionata, standard da rispettare o bacchette magiche, si parte dalle basi ovvero come funziona la mente del bambino e come evolve, per poi scendere sempre più in profondità, arrivando a parlare di noi e del bambino che siamo stati.
Solo così si può iniziare ad affrontare ogni passaggio con uno sguardo più adulto e consapevole. Interrogarci sulla vita emotiva dei nostri bambini ci porta a capire che spesso le problematiche nascono da noi, dalle nostre insicurezze, dai nostri blocchi, dalla nostra confusione e loro non fanno che imparare da noi.
I bambini ascoltano poco le nostre parole, loro assorbono quello respirano in casa, quello che siamo, per questo è così importante lavorare su di noi.
Dobbiamo prima di tutto diventare genitori di noi stessi, entrare in sintonia con le nostre emozioni ed incarnare quello che chiediamo o pretendiamo dai nostri figli.
Tutto questo è un lavoro che può spaventare, ma se affrontato giorno per giorno, in compagnia e con le giuste guide, non può che diventare il viaggio più bello.
Grazie Daniela!
Essere genitori non si improvvisa. Si costruisce, un giorno alla volta
Quando ho deciso di iscrivermi alla Scuola Genitori, sentivo il bisogno profondo di avere accanto una guida capace di rispettare i valori e la sensibilità mia e di mio marito, qualcuno che potesse aiutarci a metterci davvero in ascolto di nostra figlia.
La Scuola Genitori è stata, prima di tutto, un’opportunità rara e preziosa di confronto, non solo per i contenuti di grande valore, ma anche per la possibilità di condividere esperienze con altri genitori come noi.
Mi chiamo Federica Brizzi e sono mamma di Beatrice, una splendida bambina di 7 anni.
Nella vita mi occupo di gare d’appalto, sono Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale (RSGA), laureata in Sociologia e possiedo il titolo di RSPP – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. In questo momento sto completando anche la qualifica come formatrice per la sicurezza.
Quando ho deciso di iscrivermi alla Scuola Genitori, sentivo il bisogno profondo di avere accanto una guida capace di rispettare i valori e la sensibilità mia e di mio marito, qualcuno che potesse aiutarci a metterci davvero in ascolto di nostra figlia.
La Scuola Genitori è stata, prima di tutto, un’opportunità rara e preziosa di confronto, non solo per i contenuti di grande valore, ma anche per la possibilità di condividere esperienze con altri genitori come noi.
Credo che essere genitori sia il compito più complesso e delicato che esista: una responsabilità immensa, ma anche una delle più grandi gioie della vita. Eppure, per quanto sia un ruolo antico quanto l’umanità, oggi spesso lo affrontiamo con le stesse competenze di cento anni fa.
Viviamo in un’epoca che cambia a una velocità impressionante – quella dell’intelligenza artificiale, della trasformazione continua – e chi non si forma, non studia, non si mette in discussione, rischia di restare indietro. Eppure, facciamo ancora i genitori come si è sempre fatto: per imitazione o per opposizione.
Ed è proprio qui che nasceva il mio disagio.
A volte mettiamo in discussione i nostri figli, ma non noi stessi. Solo perché siamo gli adulti. Come se questo bastasse. Dimenticando che, come scrive Mauriac:
“Siamo, tutti quanti, plasmati e riplasmati dalle persone che ci hanno amato.”
Il mio rapporto con Beatrice si basa ogni giorno sull’ascolto e su un lavoro profondo, prima di tutto su me stessa, sull’adulto che desidero diventare.
È grazie a lei che ogni giorno ho l’occasione di imparare: attraverso i suoi pensieri, le sue paure, le sue risate, i suoi silenzi, i suoi mal di pancia e i suoi desideri.
Ci sono momenti in cui so esattamente cosa fare… e momenti in cui non ne ho la minima idea. Ma lei, in qualche modo, mi guida emotivamente verso ciò di cui ha bisogno.
Io mi fido di quello che sente. E proprio per questo mi affido a chi ha gli strumenti per aiutarmi a decifrarla. E li ringrazio.
Per me, la Scuola Genitori non è un semplice servizio che inizia e finisce. È una casa dalle porte sempre aperte, che segue la crescita dei nostri figli attraverso tappe distinte, tutte importanti.
Non è una formazione “spot”. È un cammino.
Mi sento parte viva di questo percorso. Perché quello che si respira lì è qualcosa di raro: un clima amicale, sereno, libero da giudizi, veramente accogliente.
E sento, profondamente, di farne parte.
Quando ho capito la sua sensibilità, è cambiato tutto
Le consulenze online mi hanno fornito degli strumenti concreti per gestire in modo efficace il cambiamento di comportamento di mia figlia.
Daniela ha analizzato eventi concreti accaduti nella nostra quotidianità e, altrettanto concretamente, mi ha fornito idee chiare per risolvere certe problematiche.
Mi chiamo Federica e sono mamma di due bambini di 9 e 4 anni.
Mi sono rivolta a Daniela per una consulenza personalizzata, chiedendo aiuto e rassicurazione soprattutto per i cambiamenti comportamentali della figlia maggiore.
Le consulenze online mi hanno fornito degli strumenti concreti per gestire in modo efficace questo importante cambiamento.
Daniela ha analizzato eventi concreti accaduti nella nostra quotidianità e, altrettanto concretamente, mi ha fornito idee chiare per risolvere certe problematiche. Il supporto più prezioso è stato nel chiarire i nostri ruoli come genitori, nella gestione dei conflitti tra fratelli e soprattutto nella comprensione della sensibilità caratteriale di mia figlia. Ho imparato ad accettarla per quello che è, senza più troppe preoccupazioni.
Inoltre, mi ha aiutato molto capire che i bambini ragionano in modo concreto: hanno bisogno di gesti chiari, parole semplici e situazioni visibili. Più azioni, meno spiegazioni lunghe.
Sono molto soddisfatta del percorso intrapreso con Daniela e consiglierei la consulenza soprattutto perché molto personalizzata.
