Forse ti stai chiedendo come mai il tuo bambino ha cominciato ad avere paura di cose del tutto irrealistiche e assolutamente immaginarie, come i mostri sotto il letto.
Non te ne fai una ragione.
Ma soprattutto non sai più cosa inventarti per tranquillizzarlo; ogni sera, quando si fa ora di andare a dormire ti si attacca come una ventosa e con voce piangente ti dice che lui a letto non ci vuole andare…perché ci sono i mostri!
Sai, per almeno i primi 7 anni di vita, l’immaginazione dei bambini può essere così nitida e vivida da provocare la stessa reazione paurosa scatenata da un pericolo “reale”.
E’ proprio per questo motivo che raccomando ai genitori che incontro quotidianamente di fare molta attenzione a ciò che i loro figli guardano alla tv o sui vari dispositivi elettronici. Certi film o cartoni animati con le loro immagini e musiche spaventose possono contribuire, infatti, a un tale sovraccarico sensoriale da intensificare notevolmente le paure irrazionali tipiche dell’infanzia. I bambini fino a 6/7 anni circa non riescono a ragionare sul piano astratto, perciò, faticano a distinguere tra realtà e immaginazione, a tal punto che persino i giochi di luci e ombre sui muri hanno il potere di trasformare gli oggetti in qualcosa di terrificante e irriconoscibile.
Questo per dire che
I mostri esistono davvero…per tuo figlio, e il più delle volte rappresentano ciò che gli fa paura, ma a cui non riesce a dare un nome.
Per esempio, spesso, anche i più grandicelli, vivono paure inspiegabili e così profonde da non riuscire a verbalizzarle. Potrebbero temere di rimanere soli, di essere abbandonati, potrebbero percepire che in casa c’è qualcosa che preoccupa mamma e papà – problemi di lavoro, di salute, incomprensioni – oppure avere paure legate alla scuola e agli amici.
Cosa succede in questi casi?
Nell’incapacità di comprendere ed esplicitare emozioni così forti i bambini le “traducono” in qualcosa di concreto come i mostri, i fantasmi, le streghe. Ecco perché è importante, anche quando non comprendi come mai tuo figlio è in ansia e ha paura, partire sempre dal presupposto che si tratta di un valido motivo. Almeno per lui!
Perciò, di fronte alle sue paure irrazionali ricordati di confortarlo, come se la paura fosse “reale”, perché per lui lo è davvero. “Il bambino ha paura, non ha torto, né ragione, ha una ragione (o parecchie) per avere paura, anche se lui non la (le) conosce ancora, così come non la (le) conoscete voi”. I. Filliozat
Ora, una volta compreso che è normale che tuo figlio manifesti certe paure, nonostante possano sembrarti immotivate o persino “sciocche”, vorrei suggerirti alcune strategie utili per rassicurarlo quando ti dice che non vuole andare a dormire perché sotto il letto ci sono i mostri.
- Fai attenzione a non sminuire o addirittura ridicolizzare tuo figlio per le sue paure. Bandisci dal tuo vocabolario frasi come “Non c’è niente di cui aver paura!”, “Ma quanto sei fifone!”. Se un bambino si sente sminuito o deriso la sua paura non andrà via, ma si cristallizzerà e la sua fiducia nei confronti dell’adulto verrà meno. Piuttosto, è di fondamentale importanza allearsi emotivamente con lui, fargli capire che abbiamo compreso che è spaventato e che è legittimo avere paura: ”Capisco la tua paura. Vediamo cosa possiamo fare per farla andare via”.
- Aiuta concretamente tuo figlio a distinguere la realtà dall’immaginazione. “Sotto il letto ci sono i mostri? Prendiamo la torcia e andiamo un po’ a vedere! Vedi che non ci sono”. In questo modo si sentirà preso sul serio e soprattutto gli avrai dato modo di rendersi conto che i mostri in fondo sono innocui, non si vedono neanche e forse non esistono.
- Evita di utilizzare frasi come “Non urlare altrimenti arriva l’uomo nero!”, “Non allontanarti perché puoi incontrare la strega cattiva!” per farti ascoltare da tuo figlio. Rischieresti di confonderlo, disorientarlo e fargli credere che le sue paure sono reali.
- Non mostrarti eccessivamente spaventata/o o allarmata/o perché questo potrebbe amplificare le paure del tuo bambino. Ricorda che ciò che gli risulta più rassicurante è percepire la tua calma, la tua capacità di accogliere i suoi stati d’animo per aiutarlo a fare chiarezza dentro di sé, la tua attenzione e il tuo incoraggiamento che lo guidano amorevolmente nel rendersi conto che non ci sono mostri sotto il letto.
- Aiuta tuo figlio a familiarizzare anche con le emozioni “mostruose”. Mi spiego. I mostri, talvolta, possono essere emozioni mascherate: rabbia, tristezza collera, frustrazione…Se il tuo bambino non si sente legittimato nell’esprimerle, ogni volta che le proverà le giudicherà negativamente, tenterà di allontanarle, negarle. Ecco che esse torneranno da lui sotto forma di personaggi mostruosi e gli incuteranno paura. Perciò, la prossima volta che sarà molto arrabbiato ricordati di dirgli che tutti a volte si arrabbiano e che può esprimere questa emozione alzando il tono di voce o prendendo a pugni il suo cuscino. In questo modo imparerà ad accettare i “mostri” che vivono dentro di lui, ma soprattutto saprà controllarli.
- Insegna a tuo figlio a trasformare le sue immagini mentali, per renderle meno paurose o più buffe. Puoi suggerirgli di immaginare il mostro con il pannolone o in costume da bagno, oppure potresti inventare una storia in cui i mostri vengono sconfitti. Ancora, individua un oggetto che possa servire al tuo bambino per “difendersi”: una bomboletta spray da spuzzare all’occorrenza sui mostri, o una torcia “cacciamostri” che li faccia scappare a gambe levate. E perché no? Potreste creare un cartello, disegnandolo in modo un po’ divertente, da mettere sulla porta della sua stanza e sul quale scrivere “Vietata l’entrata ai mostri”.
Per concludere, non dimenticare che…
I mostri sotto al letto sono perlopiù legati alla paura del buio, di andare a letto e addormentarsi.
Con il buio si può perdere l’orientamento, tutto appare diverso, gli oggetti si trasformano e possono sembrare altro – l’armadio può trasformarsi in un gigante! – e allora è comprensibile che un bambino si senta solo e impaurito. A volte, perciò, può bastare poco…e i mostri spariscono: una lucina sul comodino, una torcia da tenere in mano, stelline e lunette fosforescenti con cui illuminare la notte.
La paura di andare a dormire è più legata, invece, alla separazione che, per tutta l’infanzia, produce una reazione di allarme nei bambini.
Rispondere in maniera “sensibile” alla richiesta di vicinanza e di rassicurazione di tuo figlio, durante il momento dell’addormentamento, è fondamentale. Gradualmente, si tranquillizzerà e consoliderà la consapevolezza che la mamma e il papà sono pronti ad accorrere e accogliere in maniera efficace il suo bisogno.
Non solo.
Nel tempo, lui stesso diventerà capace di calmarsi da solo e addormentarsi senza l’aiuto dell’adulto.
Non dimentichiamo che l’educazione come “aiuto alla vita” di montessoriana memoria implica il saper riconoscere, accogliere e rispondere ai bisogni reali dei bambini, corrispondendo a questi bisogni al momento giusto e fornendo il “nutrimento” fisico, affettivo ed emotivo più adatto a ciascuno di loro.
“L’adulto passa davanti accanto a questo mistico amore senza riconoscerlo: ma badate, quel piccino che vi ama crescerà e scomparirà. Chi vi amerà come lui? Chi vi chiamerà andando a letto, dicendo affettuosamente – Stai qui con me – anziché dire con indifferenza – Buonanotte -? Chi desidererà altrettanto ardentemente starci vicino (…), soltanto per guardarci? Noi ci difendiamo da quell’amore e non ne troveremo mai un altro uguale!” M.Montessori
Se quello che hai appena letto ha risuonato dentro di te e senti che quello che ti serve è un nuovo punto di vista, allora contattami per fissare una consulenza. Compila e invia il modulo qui sotto con la tua richiesta