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“Mamma, Ma Io Non La Volevo Giulia In Famiglia!” La Gelosia Tra Fratelli E Sorelle


“Non mi piace quella sorellina. Perché non la riportiamo indietro?”.

Te l’ha detto davvero. Con quella sincerità che solo un bambino può avere.

E tu sei rimasta senza parole.

Hai cercato di sorridere, di minimizzare, ma dentro… dentro ti sei sentita come se ti avessero dato un pugno nello stomaco. E poi, il pensiero che non ti molla: “Ho sbagliato qualcosa? L’ho trascurato? Come glielo faccio capire che lo amiamo ancora, anche se adesso siamo in quattro?”


La realtà che nessuno ti racconta


Sì, lo sapevi che sarebbe arrivata la gelosia. Ti eri preparata: avevi letto libri, ripetuto a tutti:“Certo, un po’ di gelosia ci sarà, è normale”. 


Ma la verità? Nessuno ti prepara a questa roba.
Perché una cosa è la teoria. Un’altra è trovarti in salotto, con il grande che urla, il piccolo che piange e tu che non sai più nemmeno chi guardare per primo.


E non è solo qualche dispetto qua e là. È lo sguardo arrabbiato del primogenito. Quella frase tagliente e secca che non ti aspetti “Stai sempre con lui!” oppure: “A me non mi guardi più!” detta con un tono da grande, anche se ha solo 3, 4, 5 anni. È vederlo tornare a comportamenti che credevi superati.

Vuole il ciuccio. Bagna il letto. Vuole essere imboccato.
Si butta a terra quando è ora di uscire di casa.
Morde. Spinge. Colpisce.


E tu non lo riconosci più.


Vorresti urlargli “Che ti succede?”, ma nello stesso istante vorresti solo stringerlo forte e dirgli che andrà tutto bene.
Solo che non lo sai nemmeno tu, se andrà tutto bene. Perché nel frattempo… c’è il piccolo che piange, ha fame, si sveglia mille volte e ti chiede tutto: seno, braccia, tempo, energia, attenzione.


E in mezzo ci sei tu.
Sfinita, confusa, col cuore spaccato in due.


E proprio quando credi di aver trovato un pò di equilibrio… lui fa o dice qualcosa che ti spiazza di nuovo. E allora dentro ti esplodono le domande che ti tormentano più di tutte:


“Ormai è grande, dovrebbe capire!”
“Sono passati mesi, ancora così?”
“Ma è possibile che sia diventato così aggressivo?”


La risposta che nessuno ti dà mai è questa:
No, non è una fase qualsiasi. E no, non passa da sola. Perché tuo figlio non è un robot che si adatta ai cambiamenti senza battere ciglio.

È un bambino.
Che prova emozioni troppo grandi per lui. E quello che tu vedi come capricci, rabbia o regressioni… in realtà è solo la superficie.
Il vero nodo è un altro.

Non è la gelosia il problema. Ma quello che c’è sotto.

Tuo figlio non è geloso perché è cattivo.
È geloso perché ha paura.
Paura che non ci sia più posto per lui. Paura di non contare come prima, di essere stato sostituito.

Ma non ha le parole, né la maturità emotiva per dire: “Ho paura che tu non mi ami più come prima’“. Così quell’emozione trova altre vie d’uscita e si trasforma in: 

  • improvvise scenate per una sciocchezza
  • richieste continue
  • gelidi rifiuti quando cerchi di abbracciarlo
  • comportamenti che spiazzano perfino te. 

Ma sappi che non lo fa per farti impazzire.

Sono solo richieste di aiuto.


Prova a vederla così

Tuo figlio era un re.

Regnava da solo nel tuo cuore, senza rivali. Ogni tuo sguardo, ogni tuo gesto, ogni tua parola erano suoi.

Poi un giorno arriva qualcuno. Più piccolo, più fragile, ma con un superpotere: “ruba” tutta la tua attenzione.

E il re cosa fa? Si ribella.
Con le uniche armi che conosce: i morsi, le urla, i capricci, le regressioni.

Non sta “facendo il difficile”. E’ il suo modo impacciato di gestire quello che sente.

“La gelosia non è una colpa da punire, né un difetto da correggere. È una ferita che fa soffrire, proprio come succede da adulti. E a volte anche di più”. Silvia Vegetti Finzi 

Vedi, se tuo figlio è geloso, è perché ti ama troppo per accettare di perderti.
La sua gelosia è una prova d’amore. Se non ci fosse amore, non ci sarebbe gelosia.

“La gelosia nasce dal fatto che i bambini amano. Se non sono capaci di amore, non dimostrano nemmeno gelosia”. D. Winnicott 

Ecco perché non funziona ignorarla o minimizzarla, né tantomeno punirla. Anzi questo è il modo più efficace per alimentarla.  La gelosia, se non viene accolta col tempo diventa rancore. Competizione tossica. Chiusura.

E una relazione fraterna che parte male rischia di non guarire mai del tutto.

Quindi cosa puoi fare? Non servono superpoteri

La soluzione non è far sparire la gelosia, ma viverla insieme a tuo figlio. Offrirgli un posto sicuro dove esprimersi e trasformare questa emozione in un’occasione per rafforzare il vostro legame. Invece di diventare un muro che vi separa, può diventare un ponte che vi avvicina di più.

Ecco alcune piccole cose che puoi fare:


Prima della nascita

  • Parlagli di quello che succederà. Non serve un discorso complicato: basta dirgli che presto arriverà un neonato che avrà bisogno di essere allattato, cullato e cambiato diverse volte durante la giornata. Così potrà “prevedere” cosa accadrà e non sentirsi spiazzato.
  • Coinvolgilo nei preparativi. Sistemare i vestitini, preparare il fasciatoio, scegliere insieme un giochino per il piccolo. Anche questo lo aiuta a sentirsi parte del cambiamento.
  • Crea uno spazio tutto suo. Pensa a dei contenitori o a un angolo in cameretta che sia “inviolabile”: lì può tenere i suoi giochi al sicuro per quando il piccolo inizierà a gattonare e a prendere tutto in mano. Eviterai tanti litigi futuri.


Dopo la nascita

  • Non perderlo di vista. Anche se il fratellino o la sorellina richiederanno attenzioni costanti, trova il modo di ricordargli che resta importante: chiedigli un piccolo aiuto facendolo, per esempio, partecipare al cambio, al bagnetto, oppure fagli “lavare” il suo bambolotto mentre tu ti occupi del piccolo.
  • Tempo solo per lui. Non serve un pomeriggio intero: anche dieci minuti di merenda o un libro letto insieme bastano per passargli il messaggio che si può sperimentare l’amore e l’attenzione dei genitori anche in modalità diverse da quelle che si riservano ai piccolissimi.
  • Accogli le regressioni. Anche se ti sembra che sia un tornare indietro a traguardi di crescita da tempo superati (vuole essere imboccato, bagna il letto di notte, chiede aiuto per vestirsi). – non sgridarlo. Lasciaglielo fare. Si tratta di bisogni temporanei, non di capricci. Passeranno.  E, soprattutto, non cedere all’impulso di sgridarlo o ironizzare sulle sue reazioni. “Non chiedergli di «essere bravo», di «fare silenzio», ma piuttosto, dopo una crisi di rabbia o dopo un pianto inaspettato, digli frasi come: «Forse sei molto triste perché c’è lui, ma io ti voglio tanto bene, sei il mio amore grande!…». Grazia Honegger Fresco
  • Ricorda la sua storia. Sfogliate insieme l’album delle sue foto da neonato. Raccontagli com’era quando era lui piccolo. Così capirà che non ha perso il suo posto nel tuo cuore.
  • Valorizza il suo essere più “grande”. Sottolinea quello che sa fare e che il piccolo non può: apparecchiare, colorare bene, lavarsi i denti da solo. Questo lo aiuta a percepire il piacere e il “vantaggio” di essere “grande”.
  • Rimanda, se puoi, altri grandi cambiamenti. Il periodo che precede il parto e i primi mesi dopo la nascita non sono il momento giusto per traslochi, cambi di scuola o separazioni prolungate dal nucleo familiare. Evitali per quanto ti è possibile. Diversamente, si confermerebbe in tuo figlio l’idea che mamma e papà vogliono sbarazzarsi di lui.


In ogni momento

  1. Parla con lui, non di lui. Non aspettare che esploda con un capriccio per ascoltarlo. Ritagliati momenti in cui potete parlare insieme, solo voi due. Anche solo cinque minuti per chiedergli: “Com’è stata la tua giornata?” e lasciare che si sfoghi senza interromperlo.
  2. Riconosci la sua sofferenza. Digli: “Capisco che ti mancano i momenti solo con me.”
  3. Mai paragoni. Evita frasi che lo mettono in competizione col fratellino (o la sorellina). “Guarda tuo fratello com’è bravo, ed è più piccolo di te!”. Valorizza invece ciò che fa bene lui, senza tirare in ballo l’altro.


Non è facile. Ma è possibile.
Questi piccoli gesti non cancellano la gelosia, ma la rendono vivibile.
E soprattutto, aiutano tuo figlio a crescere dentro quel legame fraterno che si sta costruendo.


Non serve fare tutto perfetto. Serve fare le cose giuste

No, non devi essere un genitore perfetto.
Devi essere un genitore presente.

Puoi perdere la pazienza. Puoi non avere sempre la risposta giusta.
Non è questo che rovinerà un figlio.

Ma se dentro casa tua senti crescere la tensione, i conflitti, i sensi di colpa…allora ignorare il problema non è un’opzione.

Perché la gelosia non sparisce da sola. Può restare silenziosa per un po’, e poi riemergere. Può attenuarsi, ma continuare a lavorare sotto la superficie. E allora il rischio è che dentro casa cresca un muro invisibile. Un mattone dopo l’altro.
Tra te e tuo figlio. Tra i fratelli.

E se oggi sembra “solo” un capriccio o un dispetto, domani sarà freddezza. Poi distanza. Poi silenzi.

La buona notizia è che non deve andare così.

Hai ancora la possibilità di intervenire. Di trasformare questo passaggio momentaneo in un’occasione per rafforzare il legame con tuo figlio e costruire una base solida per il rapporto tra fratelli.

Ed è qui che posso aiutarti.
Da oltre 20 anni affianco genitori come te per trasformare tensioni e conflitti in legami più forti.
Ho visto cosa funziona davvero e cosa, invece, rischia solo di peggiorare la situazione.


Perché non posso seguire tutti

Ogni famiglia che mi affida la propria storia merita il meglio: tempo, ascolto, presenza reale.

Per questo scelgo di seguire un numero limitato di genitori ogni mese.
Perché credo che il cambiamento vero nasca solo dentro a una relazione curata, non in una catena di appuntamenti uno dietro l’altro.

La qualità viene prima della quantità. Sempre.

Se sei un genitore che:

  • si sente sopraffatto
  • ha provato a gestire tutto da solo, ma si sente al limite
  • vuole proteggere il legame tra fratelli, prima che sia troppo tardi

Allora questa è la tua occasione.

Compila il form qui sotto e prenota la tua videocall gratuita di 30 minuti. Parleremo della tua situazione. Mi racconterai cosa sta succedendo. E io cercherò di capire in che modo aiutarti.

Fallo oggi.
Per tuo figlio.
Per te.
Per la serenità della tua famiglia.

Daniela Scandurra – Pedagogista Montessoriana

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