È del tutto naturale idealizzarsi quando ci si accinge a mettere al mondo un figlio e immaginarsi nella nuova esperienza come un genitore sempre felice, appagato e soprattutto bravo!
Il noto P. C. Racamier scriveva: “Se non ci fosse l’idealizzazione iniziale, il ruolo di genitori è così faticoso che nessuno metterebbe al mondo dei figli”.
Nel progettare di avere dei bambini si parte sempre da un’ideale di sè che non lascia posto alla rabbia, alla frustrazione, all’irritazione, alla stanchezza. Si, ogni tanto potrebbe esserci qualche preoccupazione,
ma un bravo genitore sa come tenere tutto sotto controllo!
Molto presto però, dopo la nascita, ci si rende conto che gli imprevisti e le situazioni impegnative sono davvero tante e faticosamente gestibili.
- Il bambino continua a svegliarsi, anche 5/6 volte per notte!
- Piange frequentemente per un nonnulla e non si capisce il perché di questo strano comportamento
- Appena è un po’ cresciuto, la mattina non ne vuole sapere di uscire di casa per andare all’asilo
- Promette che non piangerà quando avremo spento la TV e invece ci si ritrova a urlare perché non vuole più alzarsi dal divano
- Ogni giorno è una lotta perché non vuole fare i compiti
Ecco che stati d’animo del tutto inaspettati prendono il posto della gioia e della felicità che tanto ci si aspettava “tutte emozioni che già normalmente sono abbastanza faticose da gestire, ma che possono diventare intollerabili se confrontate all’idealizzazione iniziale, soprattutto l’ostilità e l’aggressività, che sono un vero e proprio tabù sociale nei confronti dei bambini piccoli”. A. Marcoli
Si fa presto, allora, a sentirsi un fallimento totale, sia come genitori che come persone, non all’altezza della situazione, schiacciati da un grande senso di colpa e senza più speranza che le cose possano migliorare.
Che distanza abissale tra l’immaginario e la vita reale di un genitore!
Cara mamma, caro papà, devi sapere che quel modello di bravo genitore di cui si è nutrita la tua immaginazione, così perfetto e in grado di avere il controllo su tutto è l’esatto opposto della vita che per definizione è imperfetta, piena di imprevisti e di situazioni che sfuggono a qualsiasi possibilità di previsione da parte di ogni essere umano.
E il “luogo” per eccellenza dove quotidianamente apprendi questa grande lezione è la relazione con i tuoi figli.
La vita di un genitore è piena di imprevisti e ogni mamma, ogni papà li affronta in maniera diversa, in base al proprio temperamento, alla propria storia d’infanzia, alle caratteristiche del proprio ambiente, alla rete di relazioni familiari e amicali e con gli strumenti che ha a disposizione in “quel” preciso momento.
Il bravo genitore, quello perfetto, sempre calmo e sorridente, che non urla, non dice parolacce, non fa gesti inconsulti, ma si diverte sempre e tantissimo con i figli non esiste.
Anche se sono tanti i manuali e i nuovi “influencer” dell’educazione che lo affermano.
Si tratta solo di una trappola mentale che non permette di entrare in autentica sintonia con i bisogni reali dei propri figli e che nel tempo rischia di creare un potenziale fattore disfunzionale nella relazione con loro e nei bambini stessi.
Ciò che conta davvero è impegnarsi per fare del proprio meglio per essere genitori sufficientemente buoni.
Mi spiego.
Ai bambini non giova vivere in un ambiente di perfezione stereotipata.
Non sanno che farsene.
Come ci ricorda D. W. Winnicott, i nostri figli hanno bisogno di avere intorno a sé “esseri umani, pur con le loro inevitabili inadeguatezze”. A questo proposito, il noto pediatra, utilizza l’espressione “sufficientemente buono” per indicare quel genitore “necessario” al bambino.
E continua sostenendo che con i bambini dobbiamo essere noi stessi. “Se ci comportiamo così, i nostri figli riusciranno a conoscerci. Se, invece, recitiamo una parte verremo sicuramente scoperti non appena ci sorprenderanno senza il trucco”.
Attenzione, però!
Essere genitori “sufficientemente” buoni non significa cavarsela con pochi sforzi.
Tutt’altro!
La buona genitorialità
Una buona genitorialità si costruisce attraverso un esercizio quotidiano di consapevolezza che ci aiuti a riflettere su ciò che stiamo facendo e come lo stiamo facendo.
Perché è solo in questo modo che riusciamo a sintonizzarci con i veri bisogni dei nostri figli.
Ti faccio un esempio: quando ti rendi conto che con il tuo tono di voce rischi di banalizzare o sminuire ciò che prova tuo figlio, oppure che con le tue parole lo stai ferendo “Ma sei un incapace!”…ecco in quei casi ti si si presenta una preziosa opportunità per fare una scelta importante.
Infatti, puoi scegliere di lasciarti guidare dai tuoi automatismi – in fondo più comodi e familiari perché sei cresciuta/o così! – o puoi prenderti una pausa per cercare di capire più chiaramente cosa ci sta dietro a quella tua intensa reazione.
Malgrado le abitudini emotive della tua mente fanno di tutto per condizionarti, puoi provare a cambiare sguardo e chiederti: “Che cosa sto facendo in questo momento?”, “Perché reagisco in maniera così esagerata a questa situazione?”, “Fino a che punto mi spingerò se continuo a mantenere questo stato d’animo?”, “Di cosa ha realmente necessità mio figlio, da parte mia, in questo momento?”, “Quali scelte ho?”.
Non è importante cosa fai, ma “come sei” nella relazione con i tuoi figli.
E’ questa la sostanziale differenza tra un bravo genitore, concentrato esclusivamente sul fare, sui risultati che raggiunge, sui successi che ottiene e un buon genitore più dedito, invece, ad essere quella mamma e quel papà “necessaria/o” per i suoi figli.
Ed è proprio in questo modo che i genitori che partecipano ai miei corsi si allenano per rinforzare il “muscolo” della consapevolezza. Nel tempo lo sguardo su se stessi e sui loro bambini, gli atteggiamenti, la loro stessa vita cambiano profondamente e in maniera durevole. Si sentono più sereni, più sicuri e capaci di affrontare le sfide che crescere un figlio, inevitabilmente, comporta.
PENSIERI FINALI…
Essere buoni genitori può rappresentare un’opportunità per incarnare ciò che di migliore esiste dentro di sé ed esprimerlo nella relazione con propri figli e con il mondo intorno…a patto che si sia in possesso degli strumenti giusti!
Perciò, se pensi che quello che stai facendo in questo momento ti sta rendendo un genitore migliore allora sono felice per te.
Se invece vuoi diventare il genitore che hai sempre desiderato essere, i miei corsi possono essere per te l’inizio di un cambiamento straordinario che ti consentirà di mettere in gioco nel migliore dei modi le tue risorse, per aiutare i tuoi figli a coltivare il loro potenziale e crescere più sereni, sicuri di sé e realizzare pienamente se stessi.
Contattami per avere maggiori informazioni sui miei corsi per diventare un genitore migliore e consapevole. Compila e invia il modulo qui sotto con la tua richiesta